venerdì 10 febbraio 2012

ERA AGOSTO - 5° parte

Il secondo giorno c’è la prima discussione. J è ancora a dormire, dopo I postumi di una nottata di piacere. V e il capitano cercano di accordarsi sulla rotta da prendere. Più pantofolaio il capitano, vorrebbe rilassarsi in luoghi che conosce a menadito, più avventurosa V. Prendiamo e andiamo è il suo motto. Vuole visitare, vedere posti nuovi. Cibarsi della cultura che i miei avi veneziani hanno lasciato in questo angolo di adriatico. Io e G al solito osserviamo e interveniamo solo quando la discussione sembra accendersi. Sarà J a scegliere quando si sveglierà. E J sceglie la strada del cuore. Sarà una crociera in movimento. Non solo bagni e sole, ma anche un po’ di cultura, che non guasta mai.
La rotta è verso sud. Si parte in direzione Trogir, ma non ci arriveremo in un'unica tappa, sosteremo a Solta, che io non ho mai visto, ma che conosco dai racconti dei miei genitori che l’hanno assunta a loro luogo incantato. E arrivati, non posso che dar loro ragione.
La marina dove attracchiamo è piccolissima in un paese ancora più minuto. 20 case affacciate al porto e altre 20 in seconda fila. Niente più niente meno. Mangiamo fuori, in modo discreto ma nulla più.
Nella piazzetta del paese, i pescatori festeggiano, non si sa cosa, festeggiano. Con zuppe di pesce. E vino e Rakia dei peggiori in quantità. Ma non hanno problemi, il più piccolo di loro potrebbe tranquillamente fare il buttafuori nel peggior locale di Milano. Le donne invece sono visibilmente brille e turbate.
I nostri occhi incrociano 2 minuti di incontro di boxe tra due bionde, culminato da lancio di padella in mare. Meravigliose nella loro irruenza. A Trieste direbbero S. R. S. Che è meglio non tradurre per non farsi nemici balcanici